di: Martina Zavagno 06 Giugno 2003
Gli advergames sono una strategia pubblicitaria non intrusiva. Il messaggio pubblicitario viene infatti inviato al destinatario con un'azione di tipo "pull". Ovvero, è l'utente che, scegliendo di giocare, richiede implicitamente di entrare in contatto con un marchio, di "esporsi" ad esso per un certo periodo di tempo. Non è come quando visita un sito Web ed è obbligato a guardare e a chiudere, non senza stizza, una finestra pop-up promozionale. La presenza di un marchio in un gioco è dichiarata sin dall'inizio. Per assurdo, possiamo dire che fa addirittura parte delle regole del gioco stesso. Nel momento in cui l'utente sceglie di giocare, sa che, per esempio, dovrà per forza "sopportare" il logo del prodotto X in alto alla schermata ma sa anche che questo sarà il piccolo prezzo da pagare per potersi divertire, gratuitamente per qualche minuto se non di più.
È un po' una mania, o forse meglio un "virus" che ci tocca quasi tutti, come utenti: quando in Rete troviamo qualcosa che ci piace, che ci diverte, tendiamo subito a segnalarlo ad amici e colleghi. Come abbiamo Il Viral Marketing: spargiamo la voce si tratta del cosiddetto "effetto virale" ovvero il passaparola che un'applicazione, un gioco, un'idea può generare sul Web.
I vantaggi di poter sfruttare l'onda del viral marketing sono innegabili e tangibili sia se misurati in termini economici che, semplicemente, di tempo. Con il viral marketing non siamo infatti noi in prima persona ad impiegare tempo per creare il messaggio promozionale e diffondere il gioco (e di conseguenza il brand): ci pensano i giocatori stessi a passare ad amici e conoscenti il link all'advergame o l'advergame stesso aggiungendo i propri personali commenti che valgono più di mille claim. In questo modo il ritorno positivo per il marketer sarà doppio, non solo l'advergame sarà diffuso da una terza parte, ma potrà anche contare sul valore aggiunto di un'opinione personale di un giocatore che si "scomoda" per passare in giro un link che ritiene utile e divertente. I "conti" sulla portata dell'effetto virale sono poi semplici e veloci da fare: se consideriamo che ogni persona invierà il gioco a 10 persone, in soli cinque passaggi saranno raggiunte 100.000 persone e, anche limando il numero per considerare possibili "doppioni", si potrebbe comunque contare su un giro di oltre 70.000 utenti. Niente male per un gioco, vero?
Tuttavia, per scatenare l'effetto virale sono importanti alcuni accorgimenti:
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