È ancora importante l'ottimizzazione?

di: Francesco De Francesco     08 Novembre 2004

L'ottimizzazione del sito è ancora importante per il posizionamento sui motori di ricerca?

Sono anni che gli esperti di posizionamento dei siti sui motori di ricerca tentano di convincerci dell’importanza dell’ottimizzazione del sito, per comparire in prima pagina. È ancora così importante? In questo articolo facciamo un riesame storico, vediamo la situazione ad oggi e tentiamo di prevedere il futuro....

Ai primi posti nei primi anni

Un giorno qualcuno pensò che sarebbe stato bello avere un catalogo dei siti che consentisse di trovare velocemente quelli di cui si aveva necessità, mediante la ricerca di un tema. Si percorsero due strade parallele:

  • la directory che catalogava i siti in base al contenuto, tramite l’analisi e classificazione di un operatore umano;
  • l’elencazione di pagine mediante lettura da parte di un software che le indicizzava consentendone l’estrazione mediante ricerca di parole chiavi.

In entrambi i casi, si trattava di processi che si attivavano per volere di chi controllava il motore. I webmaster trovavano il loro sito catalogato o indicizzato quasi senza saperlo. Inseriti nei sistemi di ricerca le funzioni di segnalazione di un sito, il rispettivo webmaster non faceva nulla di più che segnalarlo e spesso nemmeno quello. Chi andava in testa ai risultati, non era cosciente del motivo per cui ciò era successo. Gli algoritmi dei motori e le specifiche interne delle directory erano un mistero e, tutto sommato, non vi era grande interesse alla cosa.

Qualcuno si fece più furbo

Con la diffusione di massa di Internet, il business prese il sopravvento e sempre più soldi iniziarono a girarvi attorno.Pubblicità, vendita online e diffusione di marchi e prodotti cominciarono a diventare sempre più frequenti. Nel contempo, molti iniziarono a rendersi conto di quanto fosse importante comparire ai primi posti a fronte delle ricerche fatte dai navigatori sui vari motori o directory. Si vide subito, infatti, che raramente il navigatore andava oltre la prima o seconda pagina dei risultati.

Che fare?

Iniziò una fase di studio dei meccanismi che guidavano la compilazione dei risultati. Anni di esperimenti, notti in bianco, modifiche di pagine, salite e discese. Rapidamente i principali fattori furono individuati e i valori più idonei per avere il primo posto furono approssimati quasi con esattezza. Era l’era dell’ottimizzazione dei siti, non perché fosse diffusa, ma perché era garanzia di scalata (rank) delle pagine dei risultati. Chi conosceva il suo mestiere, portava al primo posto qualunque sito.

I motori intanto, che facevano?

I responsabili dei motori si accorgevano dell’intensa attività che ferveva per portare i siti in posizioni avanzate. Tale attività falsava ciò che loro ritenevano dovesse essere un ordine dato dall’attinenza reale del sito ai temi cercati e non dallo sforzo per portarli artificialmente a galla.

Gli sviluppatori dei motori cominciarono, così, a diversificare sempre di più i fattori incidenti sul posizionamento ed in particolare cominciarono a sviluppare algoritmi che non tenessero conto solo del sito in se, visto che questo era facilmente influenzabile dai SEO (i posizionatori). Che pensarono?

Attività sul sito e influenze esterne

Chi stava dietro i motori pensò che il webmaster poteva ottimizzare il proprio sito, ma non poteva influire più di tanto sui siti degli altri. Si studiarono criteri che potevano dare indicazioni sull’importanza di un sito non basandosi sullo stesso, ma su quello che gli altri dicevano di lui.

Nacquero così i concetti di Link Popularity e Page Ranking. Il primo era (ed è, ancora oggi) il numero di link che da altri siti o pagine indicano quella in oggetto. Il secondo (PR) esprime l’importanza di una pagina sulla base di una complessa formula che tra i suoi parametri principali ha ancora la Link Popularity.

La posizione di un sito tra i risultati di una ricerca, quindi, dipendeva da due categorie di fattori: quelli impliciti nel sito, in funzione della sua ottimizzazione; quelli espressi dal network nel quale il sito era inserito.

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