di: Francesco De Francesco 30 Agosto 2004
“Aiutooooooooo! Le visite al sito stanno precipitando… che succede? Fai qualcosa!” Presto o tardi ad ogni webmaster capita di veder crollare le visite al sito e se una parte del business aziendale proviene da questo, il panico sarà totale. Come affrontiamo il momento?
Troppo spesso ho notato che a fronte di un calo di visite s’inizia a lavorare a più non posso, senza un preciso metodo e senza aver prima studiato il problema. Gli interventi sono mirati ad aumentare il traffico e spesso riescono nel loro scopo. Il problema è che si è sprecata una dose rilevante di lavoro per ottenere un risultato che si sarebbe raggiunto in minor tempo e con minore impiego d’energia, se si fosse attuata una strategia idonea.
La stessa quantità di lavoro impiegata su cinque fronti avrebbe sortito miglior effetto se fosse stata impiegata per l’unico che ha provocato il calo del traffico.
C’è anche il rischio, peggiore, che non vi sia alcun miglioramento, semplicemente perché il traffico è sceso per motivi che non hanno attinenza diretta con la visibilità del sito. Occorre, in sostanza, attuare una strategia che prevede:
Spesso chi lancia l’allarme e chiede il nostro intervento ci parla genericamente di visite, contatti, registrazione o altro ancora. È importante identificare chiaramente il problema, prima di decidere come muoversi. Alcuni esempi:
Definire correttamente il problema è il primo passo della strategia. Nessun intervento è possibile se il problema non è stato chiarito nella sua natura. Diversamente sarebbe come sparare con un fucile a pallettoni ad un uccellino su un albero (a parte che sarebbe meglio non sparargli con nessun fucile...)
Definito il problema, occorre avere una chiara idea della diminuzione che stiamo registrando. Ci serve sapere da quanto è in corso il fenomeno, quali sono le percentuali, quali sono i picchi e la tendenza media.
Ultimo aspetto: occorre controllare la veridicità dell’evento segnalato. Spesso si grida al lupo al lupo sulla base di sensazioni falsate da una cattiva interpretazione. Esempio (scusate la banalità): in agosto è prevedibile che si registrino cali in molti settore. In Italia abbiamo altro da fare che navigare… Sono fondamentali, in questa fase, le statistiche del periodo passato, sia a lungo termine, sia a breve.
Se non disponiamo delle statistiche, occorre elaborarle sulla base dei log, sperando che siano stati tenuti. Può essere necessario rielaborare le statistiche se nel periodo esaminato è cambiato il programma o la configurazione del sistema di produzione dei report. Programmi o configurazioni diverse producono spesso forti variazioni nei dati presentati.
E se non disponiamo di statistiche e log? Direi che possiamo solo muoverci al buio, limitandoci a registrare i miglioramenti. Non dimenticate di leggere la sezione “Imparare dagli errori” dell’articolo.
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