di: Francesco De Francesco 19 Aprile 2004
Iniziando l’attività di posizionamento, tra le prime fasi troviamo la scelta delle chiavi per le quali vogliamo dare visibilità al sito. L’articolo vuole discutere alcuni aspetti, in particolare la stima del traffico generato, in modo da chiarire quest’importante step del progetto di promozione.
La scelta delle chiavi
In base a cosa si compila la lista delle chiavi da posizionare? Si parte solitamente col compilare un elenco di parole che esprimono i temi presentati dal sito.
In seconda battuta, ci si pone l’interrogativo di cosa i visitatori potrebbero cercare per trovare il sito e dalla lista si tolgono termini troppo tecnici o poco conosciuti.
Si resta a questo punto con alcuni dubbi, legati al plurale o singolare delle parole, alle sigle (coi punti o senza punti). Disponendo delle statistiche delle visite d’un sito con gli stessi contenuti, si tenta di analizzare con quali parole i navigatori arrivano dai motori di ricerca.
Alla fine, ad ogni modo, resta l’impressione che la lista preparata non abbia reale attendibilità. Il tutto pare un po’ “a naso”. Il motivo fondamentale è che niente ci garantisce che l’elenco che ambiamo redatto sia quello delle parole che veramente i navigatori cercano sui motori. Anche le statistiche sugli accessi non possono dare certezze in quanto le visite dipendono fortemente da come il sito di riferimento è posizionato, su quali motori e con quali chiavi. Come procedere, allora?
Cosa cercano i visitatori
Sento spesso affermazioni come “i miei visitatori mi cercano digitando…” che fanno scattare in me il desiderio di verificare se ciò è vero, per scoprire, quasi sempre, che quanto è ricercato dai navigatori non è per nulla quello che si pensava.
L’unico modo per sapere cosa cercano i visitatori è leggere le statistiche di ricerca che i motori tengono. Tali statistiche indicano il numero di ricerche fatte nel periodo passato per ognuna delle chiavi.
È spesso fonte di shock leggere tali report! I visitatori hanno una propria testa e la usano indipendentemente da ciò che noi crediamo giusto o sbagliato. Mi è capitato molto spesso di osservare come le chiavi che esprimevano correttamente alcuni temi, erano totalmente ignorate dai navigatori che invece cercavano termini diversi. Anche sull’uso del plurale e del singolare, sui sinonimi e sulle sigle, c’è molto da imparare.
I servizi di statistica sulla ricerca
Dove troviamo tali statistiche? Il problema è proprio questo. Tutti i motori le tengono, ma pochi le rendono disponibili e pochissimi lo fanno gratuitamente.
In un mercato ristretto come quello italiano, il problema si complica ulteriormente per il fatto che i motori non sono molti ed il traffico non esprime valori che possano fare statistica sui grandi numeri (come invece avviene per il traffico anglosassone).
Chi le rende disponibili, comunque, lo fa tramite un front-end che consente l’inserimento di una chiave per avere un elaborato che a fronte della stessa indica il numero di ricerche del periodo passato e spesso i dati relativi ai sinonimi o alle varie forme di digitazione della frase. Alcuni dei servizi più conosciuti per il mercato italiano sono forniti da Overture, Espotting e Wordtracker.
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