di: Martina Zavagno 23 Gennaio 2004
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Nel RSS può essere inserita pubblicità testuale. Alla fine del contenuto del feed può essere inserito breve un testo promozionale, magari con un link ad una pagina Web per ottenere maggiori informazioni. L’RSS offre un’ottima possibilità di inserire pubblicità contestuale, non invasiva nel modo di presentarsi, ed altamente rilevante rispetto al contenuto al quale è associata.
Libertà e consapevolezza
Attraverso l’RSS, a chi è iscritto, vengono inviati il titolo ed il sommario della notizia. L’utente che poi, effettivamente, è interessato a leggere l’intero testo, clicca sul link presente nel feed e, con il tradizionale browser, visita il sito dove questo è contenuto. In questo modo, l’utente sceglie, più o meno consapevolmente, di esporsi ad ulteriori messaggi pubblicitari, banner o link sponsorizzati, visualizzati sulla “landing page” di arrivo. Questo fatto, offre dunque la possibilità, a chi gestisce il sito, di inserire pubblicità constestuale sulla pagina contenente la notizia, proponendo un contenuto promozionale specifico ed inerente l’argomento trattato. Dato il comportamento attivo dell’utente che ha scelto di “cliccare per leggere”, è presumibile che il suo interesse nel contenuto non sia soltanto superficiale e, dunque, che aumentino le possibilità di rendere efficace la pubblicità contestuale.
Privacy e spam
Per iscriversi al feed, gli utenti non devono fornire il loro indirizzo email. In questo modo si vince l’atteggiamento negativo di molte persone, restie ad iniziare una relazione con un’azienda attraverso l’iscrizione ad una newsletter, nel timore di diventare vittime dell’ennesima azione di spam. La stessa osservazione più essere fatta in merito alla paura dei navigatori di ricevere mail infette. Attraverso l’RSS non è infatti possibile trasmettere virus. Se si riesce a sensibilizzare gli utenti su questo fatto si può dunque mantenere vivo con i propri clienti un canale di comunicazione diretto altrimenti destinato a scomparire con la crisi di iscrizioni alle newsletter.
Costi
La gestione del RSS ha costi estremamente limitati.
Dopo aver analizzato quelli che sono i vantaggi per le aziende che scelgono di veicolare informazioni attraverso l’RSS, è opportuno dedicare altrettanta attenzione agli aspetti positivi che l’RSS offre all’utente finale. Se, infatti, i vantaggi fossero reali e percepiti solo da una delle parti della relazione, sarebbe estremamente difficile convincere gli utenti ad abbandonare le newsletter e ad installarsi un nuovo software per ricevere aggiornamenti.
Cominciamo da un punto già emerso nell’analisi precedente: l’RSS è a prova di spam. Il contenuto viene inviato all’utente solo qualora questi abbiamo deciso di riceverlo e, con un comportamento proattivo, abbia copiato il link al feed selezionato nel proprio newsreader. Se mai ci fosse un ‘abuso’ del mezzo da parte di chi fornisce le informazioni attraverso l’RSS, l’utente, se infastidito, non deve fare altro che cancellare l’iscrizione al feed dal proprio news aggregator. Il link al feed del sito ‘incriminato’ verrà rimosso e questi non saranno più scaricati dal software.
Basta un click per iniziare una relazione, così come basta un click per stroncarla. Ed è questo il principio base che il marketer deve tenere a mente prima di pensare ad utilizzare l’RSS come strumento di promozione.
Da ciò, come è facile intuire, deriva il fatto che è l’utente finale ad avere il controllo della situazione. Sceglie a quali contenuti iscriversi e, dunque su quali essere aggiornato, con quale frequenza e, eventualmente, se e quando cancellarsi. Questo è, probabilmente, l’aspetto più importante del RSS, il fatto di poter decidere tempi e modalità della relazione con chi fornisce le informazioni, conquistando il diritto a imporre le regole del gioco
Organizzare le iscrizioni ai feed RSS è molto più semplice e veloce che impostare le regole per lo smistamento delle email in arrivo. Basta copiare un link ed il software l’aggregatore provvederà, in automatico, a scaricare ad intervalli predefiniti i feed, archiviandoli con ordine e, eventualmente, gestendo la quota delle informazioni da scaricare, evitando così intasamenti.
Come abbiamo visto, il contenuto dei feed viene indicizzato e può dunque diventare un’utile fonte di informazione non solo nell’immediato, ma anche nel futuro. Grazie al RSS è possibile individuare e recuperare dati che altrimenti venivano spesso perduti con l’eliminazione delle newsletter che rendevano troppo ingombranti le nostre caselle di posta.
Scorrendo i punti a favore delle due parti con l’uso del RSS ne emerge, tutto sommato, una situazione positiva per l’utente finale che ritrova, nella libertà di scelta, uno dei diritti fondamentali con cui è nata la comunicazione su Internet, perdutosi poi della commercializzazione del mezzo. Ma ne deriva anche che il processo di diffusione del RSS è ormai inarrestabile e destinato a raggiungere, nel corso dei prossimi due anni, il mercato delle masse. Tuttavia, nonostante il quadro positivo che si delinea per i marketer intenzionati ad usare l’RSS quale mezzo di marketing, le nubi all’orizzonte ci sono e non sono neppure tanto rade. I dubbi sulle potenzialità del RSS sono parecchi e avremo modo di esplorarli del dettaglio nel prossimo approfondimento.
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