di: Stefano Besana 26 Marzo 2010
Quali sono le criticità di un approccio così descritto? In primo luogo la difficoltà di organizzare un modello del genere, difficoltà che molto spesso è di livello culturale ancor prima che strumentale. In secondo luogo abbiamo i problemi connessi alla dimensione del mercato degli utenti mobile, ancora molto poco attivo nel nostro paese.
Sicuramente di non scarso interesse è anche il diretto legame che collega il brand all'applicazione: il rischio, in casi come questi, è quello di creare qualcosa di molto ben congegnato, intelligente, divertente e interessante ma che non sia direttamente connesso con il marchio o il prodotto che vogliamo pubblicizzare, con tutto quello che ne consegue dal punto di vista del marketing.
Un altro punto su cui riflettere è quello legato al costo dell'applicazione, sia quello di produzione, sia quello di "commercializzazione". Una scelta importante è quella di rendere a pagamento o meno la propria applicazione: il fatto che le persone possano pagare per avere della pubblicità può sembrare assurdo, ma non lo è poi così tanto se pensiamo a un'applicazione ben congegnata che sfrutti anche elementi video ludici al suo interno.
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