A/B Test con Google Website Optimizer

di: Francesco Gori     08 Gennaio 2009

Per ogni progetto di web analytics che gestisco mi pongo sempre l'obiettivo di far capire al mio cliente l'importanza di pianificare una strategia di testing. Tramite i test è possibile studiare i propri utenti da un punto di vista qualitativo: si ha cioè la possibilità di comprendere perché certe persone visitano il nostro sito e quali elementi dell'interfaccia di un sito aiutano i navigatori a compiere le azioni prestabilite.

In questo articolo vedremo, in un percorso pratico-teorico di web analytics, che cosa è un A/B Test e come questo possa essere implementato servendosi di Google Website Optimizer.

Considerazioni sui Test A/B

LíA/B Test permette di valutare le performance, in relazione ad uno o più obiettivi, di varianti diverse di una stessa pagina (figura 1) visualizzate a rotazione ad un campione di visitatori.

Tale attività consente di:

  • conoscere parte degli intenti che guidano i visitatori sul proprio sito;
  • ottimizzare il layout di pagine in relazione alle preferenze dei visitatori ed ai trend di settore;
  • trovare spunti sul proprio target e mercato.

L'A/B Test è la forma più basilare di test e implica una certa facilità di implementazione. Tuttavia, da un altro punto di vista, non consente di condurre esperimenti approfonditi obbligando, per motivi di praticità, a concentrarsi solo su pochi elementi.

Figura 1 - Il funzionamento di un Test A/B

Come funziona un Test A/B

Entriamo nel dettaglio e vediamo step-by-step quali sono i passi da condurre per implementare un A/B Test ben architettato.

1) Quali pagine testare?

La prima domanda sorge spontanea. Le pagine su cui si intende fare test devono essere caratterizzate da una buona quantità di traffico. Inutile fare test su pagine che sono visualizzate 10 volte al mese: per mettere in evidenza tendenze e fenomeni servono molti visitatori da sottoporre all'esperimento.

Si prestano bene a questo tipo di test:

  • le pagine d'entrata principali di un sito;
  • le landing page di una qualsiasi campagna;
  • altre pagine generiche "d'azione", come la pagina Contatti di un sito aziendale.

2) Definizione degli obiettivi

Identificate le possibili pagine su cui fare test è necessario "navigarle" per definire l'oggetto dello studio e successivamente formulare delle ipotesi in relazione ai fenomeni che si intende studiare.

Ad esempio, nel caso di una landing page associata ad una campagna pay per clic, potremmo chiederci se il contenuto della pagina sia sufficientemente esaustivo (troppo lungo o troppo corto), oppure se il form di contatto sia troppo corposo o meno.

Nel primo caso (lunghezza del contenuto), potremmo ipotizzare che un testo corto e poco esaustivo incida negativamente sull'acquisizione di contatti. Nel secondo caso (efficacia del form) potremmo ipotizzare che l'attuale modulo di contatto sul sito sia troppo "invadente": chi troppo vuole, nulla stringe!

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