di: Calogero Dimino 29 Febbraio 2008
Buzz marketing... potremmo essere affascinati dal suo stile alternativo, teoricamente più pull che push, potremmo innalzarlo al semplice ma potente passaparola, potremmo annoverare i suoi basti costi.
Potremmo parlarne con uno dei personaggi dei Promessi Sposi, magari con chi avrebbe giurato di aver visto un untore! Dicerie, brusio... quanto c'è di vero e quanto di falso?
Ci dovremmo affidare ad organi di informazioni ufficiali, opinion leader o amici? Forse sarebbe meglio discuterne a cena con Paul Lazarsfeld e capire meglio questo flusso di comunicazione a due stadi. Potremmo scovare le aziende che montano le campagne di pre-lancio di un prodotto, o potremmo acclamare un servizio investito dall'armatura di popolarità.
Beh... lasciamo stare le mille sfaccettature di questa strategia di marketing ed esaminiamo direttamente un Buzz ben progettato comunicativamente. Ci soffermeremo in particolare sull'oggetto usato per il buzz e non sulla strategia di contorno.
Nei primi mesi del 2006 nei blog, nei forum, nei siti, nella rete si cominciò a parlare con sempre maggiore insistenza di un nuovo prodotto della Microsoft. Alcune indiscrezioni unite ad un video di lancio. Se ne parlava talmente tanto che qualcuno si lamentava fosse eccessivo.
Non andiamo a prendere in considerazione le modalità di diffusione della notizia, né i gruppi di discussione. Allo stesso modo, non esaminiamo il successo o meno del prodotto, le sue statistiche di vendita o la sua popolarità. In questo specifico caso addentriamoci nei meandri del messaggio ed incuneamoci tra i costrutti comunicativi. Solamente questi saranno la nostra relazione con il prodotto ed il suo target.
Alcune sequenze particolarmente significanti sono qui riprodotte ma tali immagini non possono essere esaustive. Sarà bene associare la seguente analisi con la visione dei video originali. Analizziamo il video.
Un quadrante blu emerge in modo distinto da uno sfondo nero.Una forma rettangolare ci pone di fronte ad una visione panoramica, come fossimo degli spettatori di fronte ad uno schermo, ed all'interno di questo si iscrivono delle forme sferiche.
Figura 1 - Screenshot del video
Sia la curva che va dall'angolo in basso a sinistra all'angolo in alto a destra, sia la linea convessa verso destra in posizione centrale, e leggermente spostata a destra, ci lasciano presupporre due grosse sfere, anche se, nei fatti, nessuna grossa sfera è completamente disegnata.
La forma di destra ci regala un effetto di trasparenza, quella di sinistra risulta invece più densa, più opaca, complici gli effetti di luce che danno un senso di superficie, sulla quale si poggiano.
Un piccolo cerchio, questa volta ben delineato, ruota al centro accompagnato dalla scritta "touch me". Il cerchio è semi-trasparente, leggero. Sembra quasi lasciarsi trasportare dal vento. Il rumore di fondo ci ricorda proprio gli spostamenti d'aria, oppure, spingendoci oltre, onde lontane infrangersi tra loro... o le correnti nel fondo di un oceano.
Sfere non delineate, ovvero terre informi, luce, azzurro di acqua e/o di atmosfera... vi ricordano qualcosa? In termini scientifici o in termini biblici, fate voi, siamo all'inizio della vita.
Che sia un organismo monocellulare in mezzo alle acque primordiali, o lo spirito aleggiante sulle acque nelle Sacre Scritture, abbiamo a che fare con il momento fatidico della creazione.
Il cerchio disegna un altro cerchio, ruota in senso orario.. ad indicare forse il tempo che trascorre? Una cosa è certa: se accogliamo il suo invito e tocchiamo, il trascorrere per inerzia del tempo si interrompe e si dà il via ad una nuova era, ad un nuovo mondo.
Il navigatore allora non è più un semplice spettatore di fronte ad uno schermo. Il soffiare, il cedere all'invito, il curiosare e l'osare, il toccare, lo trasformano in un creatore, dandogli un ruolo attivo, anticipando il senso alla partecipazione, all'interattività... ed amplificando, per ora, quello alla conoscenza. Un soffio, un tocco, l'amplificazione dei sensi, ed il cuore inizia a battere.
"Ciao!". L'organismo monocellulare è vivo, ci contatta, si presenta, dà un segnale di esistenza. Allo stesso modo non si manifesta più nella sua forma originaria, si espande e dà vita ad altre cellule, e con esse, essendone collegato, forma un solo apparato.
"Mi conosci?". Un avvicinamento rafforza la volontà all'instaurazione di un contatto. Se, da una parte, l'espansione verso l'esterno indicava lo sviluppo in organismo complesso, ovvero lo sviluppo di più corpi in un unico universo, d'altra parte, l'avvicinamento verso lo spettatore coinvolge quest'ultimo al punto tale da inglobarlo in quello stesso universo.
"Sai cosa posso fare?". Scorgiamo tracce di luci, frecce, cerchi: indicatori di direzione ed obiettivi.
"E dove posso andare?". Vediamo le tre dimensioni naturali del mondo: cielo (nuvole), terra (città), mare. Nei vari fotogrammi si delineano anche diversi passaggi: dalla natura (nel senso di spazio libero, incontaminato: nuvole, mare, palma) alla città, dalla natura (nel senso di non costruito dall'uomo) alla cultura (città, divani), dall'esterno all'interno e viceversa (dopo la sequenza di immagini esterne, una casa viene ripresa dall'interno e da questa si intravede nuovamente una natura dominante all'esterno). Dove può andare? Praticamente ovunque.
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