Cosa sono i Google Sitelinks

di: Simone Carletti     12 Ottobre 2007

  • Nello sviluppo della struttura del sito preoccupatevi di usare ciascun tag HTML per il suo compito specifico. Realizzate menu di navigazione ed elenchi attraverso gli appositi elenchi puntati e numerati, opportunamente formattati via CSS.
    Se un menu di navigazione offre delle sottosezioni allora annidate una struttura di elenco all'interno della struttura corrente affinché sia possibile identificare facilmente la gerarchia del sito.

  • Offrite sempre, in ogni pagina, la possibilità di tornare al livello gerarchicamente superiore nella navigazione, scendere ad un livello inferiore o navigare tra pari, ovvero pagine allo stesso livello gerarchico.
    Ad esempio, la homepage del nostro sito di e-commerce dovrebbe prevedere l'accesso alle categorie di prodotti. Accedendo alla categoria 'Telefonia' dovremmo poter individuare un link alla home, uno al catalogo delle sottocategorie e, possibilmente, uno alle altre categorie di pari livello. Dentro a Telefonia > Smartphone non è necessario un collegamento a Casalinghi > Lampadine, poiché non costituirebbe una navigazione logicamente organizzata.

  • Offrite metainformazioni uniche e valide per ogni pagina del sito. In particolare, create un titolo univoco per ogni pagina, in tema e di una lunghezza coerente.
    Non scordate di comporre una descrizione opportuna per ogni pagina utilizzando il meta tag description.

  • Offrite un sito informativo, utile e di qualità. Non lesinate l'inserimento di link e riferimenti esterni quando utili. Non inserite inutili liste nauseanti di "link consigliati", soprattutto se si tratta di negozi di lavatrici ed il vostro sito è un portale sulla programmazione.

Non dimenticate mai che il vostro sito deve essere in primo luogo utile per l'utente che acquisterà sempre maggiore peso in tema di determinazione della rilevanza. Da mesi Google traccia ogni singolo click nei risultati delle sue ricerche e già oggi è in grado di analizzare la cronologia di ricerche e navigazione di un utente, offrendo un servizio chiamato Web History.

È facilmente intuibile come un utente possa determinare l'interesse o la rilevanza di una sezione del sito rispetto ad un'altra. Sebbene siano dati sensibilmente influenzati da fattori preesistenti, tali dati possono ugualmente determinare un peso su algoritmi specifici come quello dei sitelinks. Questa teoria non è ufficialmente confermata, ma esiste, tra i vari documenti, un interessante brevetto pubblicato da Google nel Dicembre 2006 dove si conferma l'ipotesi di utilizzare il comportamento dell'utente per la selezione dei link interni da mostrare tra i sitelinks.

Ancora una volta, dunque, non trascurate i vostri utenti!

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