di: Roberto Federico 13 Luglio 2007
Generazione di click illeciti
In altre parole non è permesso al publisher cliccare sui propri annunci, chiedere ad altri di farlo, o addirittura utilizzare software per la generazione automatica di click. In questo caso il "rischio" è alto, in quanto eventuali click sui propri annunci potrebbero essere generati da altri, estranei al publisher, e quindi si tratterebbe di azioni non direttamente controllabili dallo stesso.
A questo proposito esistono software in grado di prevenire click ripetuti, oltre che di fornire, se necessario, prove sui comportamenti illeciti generati e sulla loro imputabilità. Va detto però che tali programmi non devono in nessun modo alterare il codice AdSense, e soprattutto che:
"Non è consentito integrare codice AdSense in alcuna applicazione software."
In sostanza non è stata fin ora rilevata alcuna presa di posizione di Google rispetto a questo tipo di software, di conseguenza non è possibile in questa sede determinare se sia o no consigliabile farne uso.
È infine da segnalare che sul blog ufficiale italiano di AdSense (nato di recente) un post dal titolo "Ho fatto click per errore" ha chiarito che i click generati accidentalmente non determinano la chiusura automatica dell'account, ma sotto una determinata soglia, porteranno esclusivamente a non addebitare nessun costo all'inserzionista, ergo a rilevare ma non pagare tali click al publisher.
L'utilizzo di tecniche per incoraggiare i visitatori a cliccare gli annunci
È vietato cioè segnalare gli annunci con frecce o frasi del tipo "Clicca qui" o "Siti consigliati" al fine di incoraggiare gli utenti a cliccare.
È invece consentito contrassegnare gli annunci come "Collegamenti sponsorizzati" o "Pubblicità".
È altresì emerso dal blog ufficiale italiano, che sono considerati comportamenti illeciti anche quelli legati al posizionamento degli annunci nella pagina, atti a generare dei click accidentali:
- Troppo vicino a giochi in formato Flash di Macromedia
- Immediatamente sotto a pop-up o finestre di programmi da scaricare
- Troppo vicino a barre di navigazione o menu a scorrimento, che portano a fare click per errore sugli annunci invece che sul contenuto del sito. In generale ti consigliamo di non posizionare i tuoi annunci vicino a parti del tuo sito con cui i tuoi utenti interagiscono molto.
Affiancamento di annunci simili
Ovvero non è consentito inserire annunci propri o di altri programmi di affiliazione che somiglino agli annunci AdSense, precisamente:
"…che contengono altre inserzioni o servizi formattati con le stesse impostazioni e colori utilizzati per le caselle di ricerca e gli annunci Google..."
e di conseguenza:
"...è tua responsabilità garantire che tali annunci non vengano confusi con quelli di Google."
Nel dubbio, chiedere prima di fare.
È consigliabile, se si hanno dei dubbi sulle modalità di implementazione dei propri annunci o su aspetti del regolamento, inviare una mail al servizio di assistenza di Google AdSense, prima di pubblicare. La risposta, anche se non sempre rapidissima, è di norma precisa ed efficace nello sciogliere i dubbi.
Nel caso di disattivazione dell'account è invece opportuno verificare se le violazioni contestate siano presenti, e, una volta allineato il sito al regolamento, fare ricorso tramite il form presente in questa pagina, fornendo tutte le informazioni utili alla valutazione da parte dello staff di Google, in modo da permetterne una corretta valutazione e aumentare le possibilità di reinclusione.
Dalle stesse pagine di Google AdSense emerge che gli strumenti di monitoraggio (sia automatici che basati sull'azione di esperti) messi in campo per identificare e scongiurare frodi sugli annunci sia in costante affinamento.
Proprio per la fiducia nelle capacità tecnologiche di Google, l'auspicio di molti publisher, che emerge dai blog e forum dedicati all'argomento, sembrerebbe quello di orientare eventuali click illeciti verso l'invalidazione piuttosto che verso la disattivazione, oltre che di poter verificare in futuro una maggior elasticità riguardo alle riattivazioni di account chiusi.
Questo infonderebbe fiducia e permetterebbe ai publisher di evitare "fobie" e lavorare in modo più deciso e continuativo con uno strumento sicuramente tra i più efficaci nel generare ricavi con i propri contenuti web.
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