di: Francesco De Francesco 30 Marzo 2007
Decidiamo di avviare un progetto web. Un nuovo sito, un e-shop, un blog aziendale, un portale. Gli esempi sono molti e tutti hanno in comune una cosa. Spenderemo soldi. Vogliamo preparare un business plan, prima di iniziare? Cos'è? Perché lo facciamo? Cosa ci scriviamo dentro? Ecco le domande alle quali tentiamo di dare una risposta con questo articolo.
Il business plan è un documento che riporta le informazioni economiche, una valutazione dei tempi ed i rischi di un progetto che tentiamo di avviare. Scrivo tentiamo perché normalmente il business plan si fa prima che il progetto stesso sia approvato e serve proprio per avere i dati necessari alla valutazione. Da non confondersi col piano operativo delle attività o con il preventivo dei costi, il business plan è, in sostanza, quel documento che dovrebbe consentire a chi deve decidere di entrare a far parte dei finanziatori di avere un quadro completo della nostra idea. Non dovrebbe esserci bisogno di ulteriori ragguagli. Ovviamente non è quasi mai così e spesso una riunione di presentazione e discussione è prevista sin dall'inizio.
Chi redige il business plan è solitamente il capo progetto (non il progettista, attenzione!) dell'operazione. Il destinatario del documento è quasi sempre un imprenditore, un capitano di ventura, un investitore istituzionale o privato. In sostanza, chi metterà i soldi.
Le motivazione per la redazione di un business plan sono molte e le indico senza ordine di importanza. Redigere il bp (d'ora in avanti lo chiamo così per evitare continue ripetizioni) ci obbliga a riflettere, mettendo ordine nelle idee ed evidenziando problemi ed ostacoli. Già solo questo motivo lo consiglierebbe. Riempiendo tutte le sezioni, si ha la necessità di comunicare con altre entità, solitamente fornitori, banche e consulenti. Eventuali problemi legati ad accordi, costi e vincoli emergono immediatamente.
Preparando il piano operativo, si avrà già un'idea della pianificazione di massima, con evidenze di vincoli temporali, inefficienze ed ostacoli. Spesso in questa fase emerge che il progetto sarà completato quando ormai non ci serve più.
Analizzando fasi, risorse coinvolte, partnership da attivare, attrezzature da usare, diventa più semplice avere un quadro dei costi, sia in termini economici, sia finanziari. Da questo secondo aspetto, diventano evidenti gli eventuali finanziamenti di cui si ha necessità.
Preparando il bp, si crea un quadro che consente di capire se costi e rischi da sostenere sono giustificati dai ritorni ed in che misura. Lavorare un anno per avere un ritorno dopo due, che porta ad un guadagno netto del 5% sul valore investito, probabilmente non ha molto senso. Dalle riunioni con le parti in causa, dal piano operativo e da quello finanziario, emergono alcuni dei rischi più importanti del progetto. Si ha la possibilità di prevedere da subito delle strade alternative, delle azioni preventive e le eventuali azioni correttive.
Quando non serve un bp? Quando abbiamo davanti a noi un progetto di un mese, di cui saremo la principale risorsa allocata e non spenderemo più di 20 mila euro. Negli altri casi, conviene sempre farlo, magari in forma più compatta.
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