di: Francesco De Francesco 10 Novembre 2006
Questa volta vi ritrovate un lungo articolo (in due parti), che affronta il tema dello studio dei fenomeni inerenti alle visite del sito da parte dei navigatori.
Inizio con una precisazione. Vi sono situazioni in cui uno studio è conveniente si faccia in laboratorio per avere la certezza di poter controllare separatamente ogni fenomeno e studiarlo come fatto a sé. Altre volte, invece, al laboratorio si preferisce un contesto reale, perché i singoli fenomeni si influenzano uno con l'altro ed uno studio asettico non produrrebbe dati vicini a quelli reali.
Quando si hanno tempo e soldi a disposizione, si affrontano i singoli fenomeni in laboratorio, per averne una comprensione specifica, per poi passare ad una situazione reale in cui si studiano relazioni, interferenze reciproche e risultati d'insieme.
In questo articolo affronto l'attività di laboratorio che consente di isolare e comprendere ogni fenomeno. In successivi articoli potremo esplorare la seconda fase, quella del contesto reale.
La landing page è una pagina di arrivo (planata) di un visitatore proveniente solitamente da un motore di ricerca (ma non è obbligatorio). La landing può essere una pagina del sito appositamente realizzata o essere parte di un dominio registrato per lo scopo. Quest'ultima soluzione è preferita quando la URL stessa è parte in causa, per qualche motivo.
Tecnicamente una landing non ha necessariamente differenze rispetto alle pagine usuali di un sito. Solitamente, invece, sono i suoi contenuti, le parti attive ed il layout generale a renderla differente.
Landing, in sostanza, è una definizione dell'uso previsto dal progettista, non uno schema tecnico definibile ed individuabile. Un progettista, per esempio, potrebbe creare una landing in nessun modo differente da una pagina normale. Il perché lo comprenderete nel seguito dell'articolo.
A voi che leggete, vorrei ricordare che il titolo di questo articolo è "Usare una landing per studiare le chiavi". Non parliamo, quindi, di landing con obiettivi quali il vendere un prodotto o girare i visitatori ad un sito. Ovviamente i risultati dello studio poi si applicheranno proprio a questi obiettivi, ma qui trattiamo della fase precedente.
Per meglio comprendere i fenomeni che incidono sulla conversione visitatore/cliente, occorre studiare le visite in un ambiente controllato e modificabile senza i vincoli che normalmente un sito ha. Parliamo di comprensione, ovviamente. Questo non significa che poi il sito dovrà essere modificato.
Un webmaster, in definitiva, può anche decidere di mantenere un layout che non sia ottimizzato al massimo, l'importante è che abbia capito quali sono i fenomeni negativi, quale la loro influenza ed i rischi corsi.
La landing di studio è diversa da quella "di produzione" (espressione con la quale indico qualcosa che è effettivamente usato a regime). A volte nella landing di studio, infatti, si impostano parametri poi non ripetibili sul sito, al solo fine di comprendere certi aspetti. In questo consiste la definizione di laboratorio. Un contesto che consenta la registrazione, l'identificazione, la ripetizione di ciò che si fa.
Per iniziare, come immaginiamo una landing? Salvo precisazioni successive, la landing di studio è una pagina realizzata mediante un linguaggio server-side quale PHP o ASP, posta su un dominio specifico diverso da quello del sito (per evitare interferenze o penalizzazioni al sito), con grafica solitamente minimale.
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