di: Francesco De Francesco 29 Settembre 2006
Per i pochi lettori di questo articolo che non lo sanno, nel settore del Search Engine Marketing (SEM) chiamiamo SERP (Search Engine Results Page) la pagina (o le pagine) con i risultati della ricerca fatta su un motore.
Tramite l'interazione con la SERP, il motore che l'ha prodotta può ricavare molte informazioni. Faccio alcuni esempi, senza nessuna presunzione di completezza.
Se su una precisa SERP moltissimi visitatori fanno il primo click sul terzo sito invece che sui primi due, che vuol dire? Il motore potrebbe ritenere che sia considerato più attrattivo dei primi due? Perché non dovrebbe farlo salire?
Se per una data ricerca moltissimi visitatori passano direttamente alla seconda pagina senza alcun click sui risultati della prima, il motore potrebbe trarre la conseguenza che qualcosa debba essere sistemato sulla SERP?
Se in molte diverse ricerche, da molti navigatore lo stesso sito riceve click indipendentemente dalla posizione nella prima pagina dei risultati, si può pensare che vi sia un alto gradimento?
Se dall'incrocio dei dati provenienti dalla toolbar e da quelli ricavati dalle interazioni con la SERP dovesse emergere che la permanenza sulle pagine di alcuni siti sono molto alte, il motore potrebbe trarne delle conseguenze? Questa considerazione può essere applicata al veloce rientro alla SERP dopo il click sul link di un sito, ecc. Sono tutti fenomeni che, se intercettati, fornirebbero indicazioni precise sul gradimento (ecco il famoso voto).
Tutto ciò si traduce con:
Meglio non averlo quel visitatore che abbandona frettolosamente il sito. Oggi è solo un visitatore inutile, domani potrebbe essere un voto negativo;
per i siti importanti, controlliamo le SERP ottenute per le ricerche delle parole chiave su cui puntiamo e su quelle direttamente collegate. Guardiamo chi sta sopra, chi sta sotto, l'attinenza della descrizione, ecc.
Il nostro sito piace al visitatore anche per la capacità di interpretare il suo ruolo, non solo per l'estetica e la funzionalità. Un sito che si presenta come testata informativa, poi deve effettivamente dare informazioni.
Un blog deve avere post e commenti. Un forum deve avere discussioni e utenti. Un portale deve avere molti articoli, informazioni e diversificazione dei temi attorno all'argomento centrale. Una comunità deve avere uno scambio continuo di informazioni, accessi continui, ecc. Un sito aziendale deve presentare l'azienda, avere pagine con servizi, prodotti, ecc. Un sito di news deve fornire news. Almeno ogni ora deve esserci una nuova news sulla home.
Si tratta solo di una piccola lista. Voi potreste continuare. Il concetto è che se il nostro sito dichiara d'essere qualcosa e poi non si comporta coerentemente con ciò che s'è definito, alla lunga non piacerà ed i motori di ricerca potrebbero penalizzarlo. Ovviamente in modo indiretto, non perché siano in grado di usare una propria intelligenza. Mancheranno i voti dei visitatori, in sostanza.
Essere autorevoli significa essere creduti. Necessariamente un sito autorevole sarà preferito ad uno che non lo è. Fatta una ricerca, si suppone che il visitatore preferisca nelle SERP siti autorevoli, piuttosto che no.
L'autorevolezza si acquista comportandosi seriamente, sia nella vita, sia sul Web. Faccio qualche esempio.
Se sulle proprie pagine si pongono dei link, se questi sono orfani si sta facendo perdere tempo a chi li segue. Se conducono a buoni contenuti, è possibile che il visitatore ne segua altri. Il motore potrebbe ritenere che un sito i cui link siano molto spesso seguiti dai visitatori sia autorevole. Si suppone, infatti, che il webmaster abbia scelto in modo accorto i link, li abbia presentati bene e si accerti periodicamente dei contenuti indicati.
Ho fatto l'esempio dei link, ma la stessa cosa si potrebbe dire delle inserzioni pubblicitarie. Molte inserzioni mai seguite potrebbero originare un giudizio negativo.
Tutto ciò si traduce con la necessità di uno sforzo per far sì che le risorse consigliate siano sempre di ottima qualità, in modo da invogliare il visitatore a seguire le indicazioni ed acquisire autorevolezza.
Se un utente inserisce un sito tra i suoi preferiti, che conclusioni traiamo? Possiamo pensare che il visitatore lo abbia trovato di suo interesse?
Se il numero di quelli che lo inseriscono sono molti? Potremmo ricavare che probabilmente l'interesse non è soggettivo, ma collettivo? Se fossimo noi il motore, potremmo ritenere che per una ricerca a tema quel sito merita d'essere messo in evidenza?
Questo per il webmaster significa:
Oltretutto, sarebbe conveniente tracciare quanti effettuano l'azione. Ogni volta che ci interroghiamo sull'interesse del visitatore, stiamo facendo un passo avanti verso quella conoscenza che ci porta a rendere migliori i siti e, di riflesso, scalare le SERP dei motori di ricerca.
Se siete lettori di HMTL.IT non serve certo spiegarvi cosa sono i Feed RSS, se non lo siete, ecco un veloce accenno: un feed RSS è un file che riassume in forma strutturata il contenuto di una pagina, organizzato in modo che speciali programmi, i feedreader, a fronte di una registrazione ne possano seguire l'aggiornamento.
In sostanza, chi registra il feed di una pagina è interessato ad essere notificato quando i contenuti cambiano, solitamente perché vuol leggere le nuove informazioni pubblicate. Come per l'inserimento tra i preferiti, il visitatore ha votato!
Per un motore di ricerca l'alto numero di registrazioni, la definizione di un tema ben delineato, l'aggiornamento frequente e la presenza del sito nei vari cataloghi di blog o pagine con feed, non possono che essere interpretati positivamente. La presenza del feed RSS, quindi, non può che avere effetti benefici per il posizionamento di una pagina.
Conclusione
Questo articolo non finisce qui. Ognuno di voi può estenderlo con le proprie considerazioni e le prove del caso. Lo studio del comportamento del visitatore è appena iniziato e moltissimo c'è ancora da scoprire e definire. Buon divertimento.
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