di: Martina Zavagno 30 Gennaio 2004
Ma veniamo alla vera nota dolente: l’RSS è ancora poco diffuso, è quasi sconosciuto. È una cosa, come dicono gli americani “da geek”, ovvero da persone che hanno grande familiarità non solo con il computer, ma anche con la programmazione. La massa degli utenti ancora non sa che cos’è l’RSS e, di conseguenza, ciò implica che il numero delle persone raggiungibili con questo tipo di soluzione marketing è ancora limitato.
La comunicazione con l’RSS è di tipo pull, ovvero deve essere l’utente a scegliere di iscriversi e, per farlo, deve compiere un serie di brevi azioni. Non basta dunque una check box, ad esempio, alla fine di un form di registrazione per iscrivere l’utente al feed, così come invece accade nella newsletter. Ciò significa che la presenza dell’RSS deve essere adeguatamente promossa e, soprattutto in questi primi tempi, è necessario investire per fare percepire all’utente finale l’utilità del feed, il vantaggio che gli deriverà copiando il link nell’apposito software.
La lettura degli RSS non è possibile (per il momento) utilizzando un software per la posta elettronica. Per ricevere gli RSS serve installare un apposito news aggregator (quali News Gator per Windows o Net News Wire disponibile anche per Mac) o collegarsi ai siti che offrono il servizio online. Questo complica un po’ le cose per gli utenti, costretti ad installarsi e ad utilizzare un ulteriore software per accedere ai contenuti che li interessano. Il newsreader è l’ennesimo software che bisogna installare per tenere il passo con l’avanzamento tecnologico “imposto” da Internet. Non sarà facile dunque diffondere nelle persone la consapevolezza che, per tenersi aggiornati su un qualche argomento, esiste un’alternativa all’email, pur essendo essa a prova di spam e di virus. A dire il vero esiste un software, NewsGator, il quale si integra con il tradizionale Microsoft Outlook, “sfruttandone” i filtri per le e-mail e lo smistamento in cartelle. Per il momento, si raccolgono pareri contrastanti sull’affidabilità del suo funzionamento ma pare che le ultime release si siano rivelate piuttosto stabili e dunque abbiano consolidato le potenzialità future del marketing via RSS.
C’è chi sostiene che l’RSS non potrà mai sostituire le newsletter perché la posta elettronica è ubiqua, attraverso webmail può essere letta dovunque ci si trovi, anche senza avere a disposizione il proprio computer. Questo punto può essere ribattuto fornendo qualche link ai siti che offrono la possibilità di leggere i feed personalizzati anche online, quali, ad esempio:
Ma, la questione è forse anche che si può facilmente sopravvivere un paio di giorni senza leggere le proprie newsletter preferite…
Per un’eventuale pubblicità diffusa attraverso gli RSS, per il momento bisogna dunque pensare ad un target potenziale limitato. Mentre con l’email marketing si possono, teoricamente, raggiungere persone di ogni età, con l’RSS si possono targetizzare messaggi a segmenti demograficamente molto più specifici e questo, naturalmente può rappresentare un limite ma anche un vantaggio per l’inserzionista.
Come ultimo punto ho voluto lasciare il punto forse più controverso e difficile da superare nel percorso di affermazione degli RSS: la pigrizia dell’utente. Con ciò voglio indicare il comportamento di chi, come me ad esempio, apprezza ed è iscritto a parecchi RSS ma, spesso dimentica di avviare il newsreader. Per pigrizia, per dimenticanza o perché, semplicemente, ha già sempre tre o quattro software aperti sul desktop (la posta elettronica, il messenger e il browser Web). Per vincere questa benevola indolenza, chi vuole utilizzare l’RSS come strumento di marketing, dovrà investire in modo sostanziale, per far percepire all’utente il vero valore del feed, il vantaggio che ne trae dalla lettura.
Come abbiamo detto, l’RSS è nato con l’idea di porre l’utente finale, colui che si iscrive, in controllo della relazione. Il fatto che gli RSS rimangano una forma di comunicazione “pura”, priva di pubblicità, sembra appartenere ad un mondo ideale e dunque lontano dalla realtà in cui viviamo. Purtroppo, o per fortuna, a seconda dei punti di vista, anche l’RSS è destinato ad evolversi dal punto di vista commerciale.
L’RSS di sicuro non rimpiazzerà il banner o altre forme di promozione in Rete ma, potrà diventare un’arma in più, uno strumento prezioso per il marketer, un compromesso efficace tra push e pull advertising, sul quale però, bisogna lavorare ancora molto. Probabilmente è ancora presto per poterne effettivamente apprezzare le potenzialità. È uno strumento da “sgrezzare”, che deve ancora crescere, un po’ come gli utenti e i marketer che vogliono utilizzarlo al meglio. Proviamo a darci appuntamento a tra un anno e stiamo vedere, nel frattempo, che cosa succede.
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