di: Martina Zavagno 30 Gennaio 2004
Come abbiamo visto nell’articolo precedente, l’RSS sta emergendo come nuovo canale di marketing. Acuto compromesso tra comunicazione push e pull, in cui il sito (l’azienda) fornisce l’informazione solo quando l’utente la richiede, l’RSS ha attirato l’attenzione degli addetti ai lavori, che ipotizzano, addirittura, di poterlo utilizzare per rimpiazzare le tradizionali newsletter. I vantaggi, per gli utenti che si iscrivono ai feed RSS ci sono ma, primo, non è scontato che vengano percepiti da tutti come tali e, secondo, non è detto che per le aziende sia, al momento, altrettanto vantaggioso investire nel RSS per fare promozione.
Ci sono dunque ancora tanti dubbi che circondano le potenzialità del RSS come strumento di marketing. Per proporvi una visione completa dell’argomento, abbiamo provato a raccoglierli, per vedere come, gli aspetti del RSS potenzialmente interessanti per i marketers sono controbilanciati da altrettanti dubbi che, almeno per il momento, tendono a smorzare gli entusiasmi.
Il primo dei problemi che si pone con l’RSS è che non si può misurare con precisione quante persone effettivamente hanno ricevuto il feed. Ovvero, non si può sapere quanti utenti, e con quale frequenza, scaricano le informazioni pubblicate nel feed. Tuttavia, pare che questo limite si possa superare assegnando ad ogni feed un Id unico (vedi Derek Scruggs): quando l’utente richiede il link in automatico, attraverso un redirect, ottiene un indirizzo personalizzato (ad esempio http://www.miosito.it/rss.xml?user=123456789), attraverso il quale sarà poi possibile seguirne il comportamento. In questo modo, non solo sarà possibile sapere quante volte il singolo utente (anonimo però!) scaricherà il feed ma, anche, aggregando i dati statistici, si potrà analizzare in quali giorni si è registrato il numero maggiore di iscrizioni, e quante persone leggono ciascun feed.
Questa soluzione non supera però il limite più evidente del feed, ovvero il fatto che non da la possibilità di costruire un database degli utenti iscritti. Essendo il feed un semplice link, non ha senso richiedere agli interessati di compilare un form di registrazione per ottenerelo. In questo modo viene a mancare il contatto diretto con il “pubblico” il quale resta anonimo e, se non si personalizzerà l’id dell’Xml come visto in precendenza, anche non misurabile.
In questo modo, affermano i delatori del RSS, si vengono così a perdere informazioni preziose sugli utenti, quali i loro dati demografici o le indicazioni sui loro interessi. Nella realtà però, la situazione è già negativa per i marketer a caccia di dati e preferenze d’acquisto. Ovvero, attraverso la semplice iscrizione alle newsletter è ugualmente difficile richiedere agli utenti dati in più rispetto al semplice (e indispensabile!) indirizzo email ed è comunque opportuno pensare a soluzioni alternative per raccogliere tali indispensabili informazioni.
Non si può controllare il modo in cui gli RSS vengono visualizzati. La visualizzazione del feed dipende dalle impostanzioni del news reader del singolo utente. Anche questo punto però sembra destinato ad essere superato nel prossimo futuro, con l’utilizzo dei fogli di stile, i CSS, anche all’interno del RSS. Sembra un gioco di parole ma, non lo è, rappresenta piuttosto la possibilità di “forzare” alcune impostazioni di layout del testo. La possibilità c’è, e la polemica su questo punto è già servita. L’RSS, in teoria, proclama l’indipendenza e la libera determinazione dell’utente in ogni interazione con il sito, con il feed al quale si iscrive. Se il feed arriva già con una formattazione CSS, allora la possibilità di personalizzazione da parte dell’utente finale, si perde. Se le parti si invertono e il sito, non più il lettore, ha il controllo del layout, uno dei presupposti fondamentali del RSS cade. Detto questo, il compromesso sul quale, probabilmente, si evolverà la questione sarà quello di lasciare la possibilità a lettore di scegliere o meno di visualizzare il feed con l’impostazione del foglio di stile oppure “nudo e crudo”, privo di formattazione (v. Brent Simmons).
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